Testi

TESTIMONIANZE
GIULIANO MENATO

POETICA DELL'OGGETTO
Dopo la presentazione della professoressa Lorena Gava, io ho poche o nessuna parola da dire, soltanto le congratulazioni, i rallegramenti all'Artista, perché dopo una lunga assenza dal mondo dell'arte è ritornato con delle opere assolutamente imprevedibili, almeno da parte mia.
Io lo conoscevo un tempo ormai remoto per opere completamente diverse da queste. Egli ha saputo rinnovarsi, ha seguito dei linguaggi nuovi e li ha elaborati, partendo da linguaggi storici come è stato sottolineato, Dada, New Dada, attraverso Fluxus. Sarebbe interessante però approfondire il discorso attraverso Fluxus, che cosa Fluxus ha portato per traslare, per passare da Dada a New Dada.
Non mancherà occasione che in altra sede noi approfondiremo questo discorso, ma quello che semplicemente io volevo dire è la stupefazione che ho trovato quando, prima di questa mostra ovviamente, ho ammirato le opere a casa dell'artista, per la preziosità, veramente un New Dada, diciamo così, elegante, prezioso, non materiale di raccatto, non materiale assemblato irrazionalmente, con un distacco dal materiale medesimo come era stato per Duchamp e per Dada.
E quindi sono oggetti che corrispondono a tutte le caratteristiche che sono state messe in luce dalla professoressa, ma che hanno ognuno di essi una preziosità per la perfezione, per l'amore, per la poesia, la poetica è un'altra cosa, per la poesia che questi oggetti ci suggeriscono, emanano, così diversi tra di loro, eppure tutti così coerentemente risolti, secondo un gusto assolutamente moderno, che, ripeto, rifacendosi ad antichi movimenti, certamente rivisitati per avere dei punti di riferimento, ma sono poi stati affrontati e risolti con un gusto della modernità e sarebbe interessante mettere a confronto questi oggetti con alcuni movimenti o alcune situazioni dell'arte più contemporanea che viene anche dopo il Fruxus, che pare non sia morto e che non muoia mai, dopo il New Dada che in qualche modo ritorna, dopo il Dada che in qualche modo sembra superato ma anche questo ogni tanto rivive, proprio perché c'è un gusto nuovo, una interpretazione nuova, una soluzione diversa pur rifacendosi a questi movimenti che qualificano in modo singolare l'opera di Simone Ricciardiello.

Giuliano Menato
Intervento verbale in occasione dell'inaugurazione mostra “Poetica dell'oggetto” Galla, Vicenza
14 settembre 2024

GIORGIO&LEONARDO BORDIN

POETICA DELL'OGGETTO
Un percorso oltre:
Oltre la pittura
Oltre la scultura
Oltre l'installazione o la virtualità visionaria.

Oggetti che perduto il loro valore d'uso, vengono situati nel micro scenario di scatole nere; black box aperti allo sguardo pubblico della immaginazione. . . . .
Solo una astratta bandiera, campiture monocromatiche separate dal conflitto, senza scatola o cornice (Ucraina).
Non è l’antiglobalizzazione ma certamente la sua miniaturizzazione, vedi riduzione dello spazio esistenziale; rarefazione dei viaggi e trasferimenti di uomini e merci; a causa di conflitti sui confini, lungo binari prospettici a scartamento ridotto, transiti di oggetti immobili, all’interno di una scatola; una sorta di black box, dischiuso frontalmente, un palcoscenico che abbraccia nella tridimensionalità, la visione sinergica di arti plastiche e figurative, di colore e forme passate; miniaturizzati appunto; queste scatole espongono in forma ordinata e accattivante, come un cadeau, uno spazio della memoria, un richiamo delle cose utili o inutili o inutilizzabili; ma è una memoria aperta alla visione; richiudibile e forse spendibile in un futuro lontano; scatole ctonie, che contengono semi, per non dire ossa, frammenti genetici, per un nuovo orizzonte, al momento indicibile; comunque oltre la storia sino ad oggi accumulata; non c’è una tecnica esecutiva, non c’è una estetica privilegiata ma una composizione, un assemblaggio nella lievitazione post moderna, post tutto, di un paesaggio memoriale, interiorizzato in una scatola, metafora di spinte e controspinte in controtendenza alla globalizzazione delle merci, delle storie, delle persone; una dichiarazione silenziosa di sospensione del conflitto tra opposti egotismi, un atto conservativo di tutto ciò che è passato e che forse contiene la possibilità di trasformarsi in seme o più dichiaratamente semen o regalo ai marziani, che forse verranno o a cui giungeranno i nostri segni.
Poetica dell'oggetto; più lontana dal non senso anarco-dadaista, dal futurismo energizzante, dal new dada degli oggetti fuori contesto; più vicina alle variazioni sempre aperte di fluxus. “Tale movimento esprime la casualità e la quotidianità delle cose: essi infatti non si basano sullo studio di oggetti privilegiati o sacri ma rappresentano l’arte attraverso un concetto ludico, abbandonando i valori estetici (in reazione all’Espressionismo astratto) per concentrarsi su Humor e Non-sense.”
Una poetica dell'oggetto, giocosamente conservatrice e pacificatrice.
Una bandiera divisa, campiture separate sull’altro lato della sala espositiva un palcoscenico aperto da fili che si allungano da un interno versus esterno o viceversa, Geo -metrie che collegano attori e spettatori di uno stesso destino: l'oggetto, metafora di un perenne divenire dal macrocosmo degli eventi al microcosmo della memoria.

Giorgio Bordin, Leonardo Bordin
Passeggeri
Vicenza, 15 settembre 2024

"The time of past games" (particolare)
GIULIA STELLA


Dopo la presentazione della professoressa Lorena Gava, io ho poche o nessuna parola da dire, soltanto le congratulazioni, i rallegramenti all'Artista, perché dopo una lunga assenza dal mondo dell'arte è ritornato con delle opere assolutamente imprevedibili, almeno da parte mia.

GiuliaStella
14 settembre 2024